
Un viaggio che sorprende chi lo ascolta e chi lo interpreta, fatto di musica e di rumori, di emozioni e di paure che l’hanno accompagnata lungo una relazione tossica, da cui uscire è altrettanto complicato quanto rimanerci.
La violenza non ha nome, non ha sesso e non ha tempo. La violenza è violenza, e come tale va
conosciuta, studiata e fermata. Senza dare mai nulla per scontato.


Guardarsi allo specchio e non sentirsi abbastanza.
Indossare l’abito nuovo e vedersi brutte.
Ma poi arriva la persona. Quella che vede oltre i difetti, oltre le imperfezioni, amandoci come meritiamo o come crediamo di meritare.
E così ci innamoriamo. E tutto diventa bellissimo,
tutto diventa straordinario e tanto, troppo, diventa
accettabile. Laura è una studentessa universitaria quando incontra la persona che le cambia la vita. Nel bene e nel male non sarà più la stessa, dopo.
Mentre racconta la sua storia, accompagnata dalle
voci che si mischiano nella sua mente, ci parla di
un amore che poi amore forse non è mai stato.
Perché la possibilità di un abbraccio ci fa chiudere gli occhi davanti alla violenza psicologica?
L’umiliazione ci va bene se poi basta un “Non lo faccio più” per dimenticarsene?
Un viaggio nell’animo di una donna ferita, una donna colpevole di essersi fidata e affidata, lasciando indietro la sua personalità, trascurando tutti i segnali di pericolo sulla sua strada.


Un viaggio che sorprende chi lo ascolta e chi lo interpreta, fatto di musica e di rumori, di emozioni e di paure che l’hanno accompagnata lungo una relazione tossica, da cui uscire è altrettanto complicato quanto rimanerci.
La violenza non ha nome, non ha sesso e non ha tempo. La violenza è violenza, e come tale va conosciuta, studiata e fermata.
Senza dare mai nulla per scontato.
HO SOGNATO UNA PORTA ROSSA
Autore: Fabrizio Rizzolo
Regia e Luci: Fulvio Crivello
Durata: 60 minuti circa